Tempi moderni

dicembre 22, 2010

Forse e’ uno scherzo del destino: il DDL Gelmini, che negli scorsi anni e’ rimasto dimenticato per mesi e mesi in qualche cassetto nei palazzi del potere, oggi arriva in vista del traguardo proprio in un momento di frenesia istituzionale. Le vicissitudini politiche di una maggioranza senza idee per il futuro (o per il presente) hanno -paradossalmente- accelerato l’iter parlamentare in maniera delirante, riproducendo l’effetto che, in alcuni film comici, viene reso facendo correre i fotogrammi ad una velocita’ assurda.

L’apice di questa deriva demenziale e’ certamente lo show della vicepresidente del Senato. Ieri Rosy Mauro, cercando maldestramente di recuperare il ritardo Leggi il seguito di questo post »


La grande illusione

dicembre 2, 2010

La veloce (ed inutile?) corsa del DDL Gelmini alla camera (poi rimasta disoccupata) ha forse sorpreso molti. Tuttavia non dovrebbe stupire il fatto che la pattuglia futurista (che rappresentava l’ago della bilancia) sia sostanzialmente rientrata nei ranghi: la guerriglia e le imboscate delle ultime settimane non erano legate ad una visione alternativa, ma piuttosto erano funzionali ad una tattica di logoramento finalizzata a dimostrare la propria importanza. Tuttavia, quando Confindustria ha fatto capire che la ricreazione era finita, anche i futuristi han decisamente cambiato registro, ed hanno accuratamente evitato che il DDL incontrasse inciampi fatali. Leggi il seguito di questo post »


Il diavolo, probabilmente

novembre 15, 2010

In questi ultimi due anni abbiamo assistito ad un attacco generalizzato al mondo accademico, del quale viene spesso presentata un’immagine caricaturale (intendiamoci: le magagne non mancano, ma vedere solo quelle sarebbe non solo ingeneroso ma anche sbagliato).
La matrice di questi attacchi va probabilmente ricercata nell’entourage del Ministro: il sito GovernoBerlusconi.it ha presentato un’analisi capziosa della situazione dell’universita’ al fine di giustificare provvedimenti molto discutibili. Ovviamente questi attacchi non sono limitati alla rete: nel periodo piu’ intenso (autunno 2008) hanno raggiunto il grande pubblico tramite la TV ed i giornali e, ancora oggi, continuano ad essere ancora presenti su tutta la stampa (perfino su quella che si rivolge ad un pubblico istruito).

Liquidare questa campagna unicamente come una congiura Leggi il seguito di questo post »


Il vello d’oro

ottobre 22, 2010

Come si puo’ intuire dal titolo, questo post tratta di miti e leggende. Ma non ci spingeremo troppo indietro nel tempo: infatti ci occuperemo della genesi di alcune leggende metropolitane. Il punto d’inizio della nostra storia e’ una lettera pubblicata sulla rubrica Italians di Beppe Severgnini: si tratta di una lettera come tante altre, che ripropone i soliti cliché sull’universita’. In particolare nella lettera si fa riferimento a presunte ricerche inutili; scrive infatti l’autore della lettera:

Poi, ho letto e sentito leggere in televisione gli argomenti della ricerca scientifica, per la quale vengono spesi milioni di euro (mi pare si chiamino PRIN): certi titoli sono davvero sorprendenti (ricordo qualcosa come “strumenti molecolari per la valutazione del benessere nel cavallo”).

Quello delle “ricerche inutili” e’ stato uno dei leitmotiv della campagna di delegittimazione dell’universita’: nell’autunno 2008 sui giornali ed in TV si parlava anche di altre ricerche che sembravano altrettanto bizzarre, come quella quella titolata “Approccio multidisciplinare alla conservazione dell’Asino dell’Amiata”. Girava addirittura una lista di queste “ricerche inutili”; in effetti non e’ difficile scovare la fonte originale: si tratta della (prima) lista degli sprechi accertati che si trova sul sito GovernoBerlusconi.it.

A questo punto sorge una domanda: queste informazioni sono vere o si tratta di propaganda politica? In realta’ la risposta giusta e’: queste informazioni sono vere e si tratta di propaganda politica. Vediamo perche’.
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Victor Victoria

ottobre 15, 2010

La notizia di ieri e’ che il Governo ha gettato la spugna sulla riforma Gelmini: tutto rimandato almeno di un mese. Anche se questo tecnicamente e’ solo un rinvio, sembra davvero rappresentare uno spartiacque: infatti l’ipotesi che la riforma sia definitivamente deragliata acquista sempre maggior consistenza.

Insomma, c’e’ stato un cambiamento ed e’ divertente vedere l’effetto che fa. In molti cominciano a dire che -forse- e’ meglio trovare qualche euro per l’universita’; perfino il gelido Tremonti si commuove e promette un regalo di Natale (wow!). Questa nuova tendenza non risparmina nemmeno i giornali piu’ militanti come Libero e, soprattutto, il Giornale di Vittorio Feltri, i quali in passato avevano picchiato duro (e, in genere, alla cieca) sull’istituzione universitaria.

In effetti la trasformazione piu’ impressionante riguarda proprio Vittorio Feltri che smette i panni di rude censore e si lancia in una difesa appassionata del Ministro Gelmini, ed arriva a prostrarsi di fronte a san Giulio (Tremonti) al solo scopo di intercedere in favore della povera e sfortunata Maria Stella.

Che Vittorio Feltri si sia, d’un tratto, ingentilito? No, non preoccupatevi. Si tratta invece degli ordini di scuderia che arrivano dal fratello del padrone. Infatti Berlusconi (quello furbo), conoscendo i suoi polli, aveva lasciato una consegna molto chiara (gia’ prima del CdM): non azzuffatevi.

Per questo Feltri ora veste i panni del paciere e dice:

il governo non puo’ andare a remengo su una questione cosi’ basilare come la riforma universitaria

Basilare? Si’, per tenere in piedi il Governo.


Risvegli

ottobre 6, 2010

Da due anni le iniziative maldestre del Ministro Gelmini scompigliano l’universita’, arrivando a far inceppare anche la normale amministrazione: si pensi al blocco dei concorsi – durato quasi un anno – allo stallo dei fondi per i Progetti di Rrcerca di Interesse Nazionale(PRIN) – slittato di un anno. Tutto cio’ e’ finora avvenuto nella pressoche’ totale indifferenza di tutta l’intellighenzia nazionale.

E’ pertanto sorprendente la levata di scudi provocata da una quisquilia come lo slittamento di qualche giorno della discussione del DDL Gelmini: infatti questo disegno di legge, negli anni scorsi, ha trascorso mesi e mesi in letargo, cedendo il passo a provvedimenti considerati piu’ urgenti (sappiam tutti quali ;) senza che nessuno si accorgesse di nulla.

La palma per il risveglio piu’ agitato va certamente al Professor Panebianco il quale, in un editoriale infuocato sul Corriere arriva a chiedere le dimissioni del Presidente della Camera Fini.

Ma la cosa che sembra piu’ strana (quasi incredibile) e’ il seguito: il lavoro della commissione sul DDL e’ stato immediatamente accelerato, tanto che e’ ora in discussione alla Camera.

Strano, ma non troppo. Vediamo perche’.

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Dr. Jekill & Mr. Hyde

settembre 25, 2010


Qualche giorno fa e’ apparso sul Tempo un curioso articolo intitolato “Non si sciopera gratis”. Lo scrive un Professore Ordinario dell Universita’ di Napoli Parthenope, il fisico Ezio Bussoletti, e parla della protesta dei ricercatori.

La cosa bizzarra e’ che, come si capisce gia’ dal titolo, l’articolo parla esplicitamente di sciopero dei ricercatori. Si potrebbe pensare ad un malinteso, visto che subito dopo l’autore fornisce una descrizione fedele della situazione: i ricercatori, peraltro malpagati, si sobbarcano volontariamente carichi didattici che, per legge, spetterebbero ai Professori. L’analisi continua spiegando che i Professori si defilano dall’insegnamento a causa dei loro “svariati interessi esterni” portando ad una situazione in cui

il maggior peso del lavoro ricade sui piu’ giovani, costretti a subire nella speranza di un posto fisso o una progressione di carriera.

Ma, solo poche righe piu’ sotto, avviene un’altro cambio di personalita’, e lo scienziato cede il passo all’uomo della strada: come se niente fosse parte una delirante serie di (s)ragionamenti fondati sulla premessa (sbagliata) che i ricercatori siano obbligati a tenere corsi; il Bussoletti arriva cosi’ a concludere che i ricercatori pretenderebbero di scioperare senza rinunciare allo stipendio. Follia pura, visto che i ricercatori sono pagati per fare ricerca, cosa che riusciranno meglio a fare una volta liberati da incombenze che spettano ad altri.

La cosa e’ piuttosto sorprendente anche per un altro fatto: chi parla e’ proprio uno di quei professori che hanno svariati interessi esterni (che, come si evince dal suo curriculum, spaziano dalla politica alle consulenze ad aziende private). Curioso: proprio uno dei famosi baroni che sfruttano la ricattabilita’ dei ricercatori (piu’ o meno precari) per farli lavorare gratis. Che coincidenza!

Ci troviamo forse di fronte a un caso clinico di schizofrenia? Non credo.

La psicopatologia e’ un’altra, ma ancora piu’ profonda e, certamente, piu’ diffusa. Alcuni baroni sono evidentemente davvero convinti che esista un regolamento materiale (“i ricercatori han sempre insegnato”) prevalente su quello formale. Bisognerebbe riportarli alla realta’, una volta per tutte.

Se dovessimo scrivere un articolo il titolo non potrebbe che essere:

Non si lavora gratis