Tempi moderni

Forse e’ uno scherzo del destino: il DDL Gelmini, che negli scorsi anni e’ rimasto dimenticato per mesi e mesi in qualche cassetto nei palazzi del potere, oggi arriva in vista del traguardo proprio in un momento di frenesia istituzionale. Le vicissitudini politiche di una maggioranza senza idee per il futuro (o per il presente) hanno -paradossalmente- accelerato l’iter parlamentare in maniera delirante, riproducendo l’effetto che, in alcuni film comici, viene reso facendo correre i fotogrammi ad una velocita’ assurda.

L’apice di questa deriva demenziale e’ certamente lo show della vicepresidente del Senato. Ieri Rosy Mauro, cercando maldestramente di recuperare il ritardo (dovuto ad alcune contraddizioni interne di questo DDL licenziato dalla Camera in maniera frettolosa e pasticciata) ha messo in scena la caricatura di una votazione parlamentare, con i commessi che tentavano -invano- di placarla. In tre minuti di puro delirio, la Presidente e’ riuscita ad approvare, nel mucchio, anche alcuni emendamenti dell’opposizione: cio’ avrebbe imposto al DDL un ulteriore passaggio alla camera (ma alla fine Schifani e’ riuscito ad invertire il corso degli eventi, facendo ripetere la votazione).

Una situazione altrettanto delirante si era gia’ presentata, sempre in senato, quando due Ministri di primo piano, Alfano e Gelmini, avevano -per errore- votato a favore di un emendamento del PD.

Tutto cio’ rivela diverse aspetti interessanti (anche se sconfortanti):

  1. nonostante i numerosi, ripetuti, appelli al dialogo, non c’e’ alcuna volonta’ (e nemmeno il tempo) di dialogare: non e’ un caso che diversi esponenti della maggioranza si siano recentemente esibiti in deliri al limite dell’autismo (oltre alla Mauro, anche <a href="“>La Russa ha fatto uno show per certi versi simile);
  2. al Governo ormai interessa arrivare a licenziare il DDL in un qualche modo, poco importa se poi il risultato sia un pasticcio;
  3. la maggioranza continua ad essere in fibrillazione: anche un banale inciampo rischia di inceppare l’ingranaggio;
  4. il testo che uscira’ sara’ certamente disastroso: il DDL norma in maniera burocratica e minuziosa questioni tutto sommato secondarie, e lascia vacanti tutti gli snodi cruciali (quelli che riguardano merito e valutazione)

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