La grande illusione

La veloce (ed inutile?) corsa del DDL Gelmini alla camera (poi rimasta disoccupata) ha forse sorpreso molti. Tuttavia non dovrebbe stupire il fatto che la pattuglia futurista (che rappresentava l’ago della bilancia) sia sostanzialmente rientrata nei ranghi: la guerriglia e le imboscate delle ultime settimane non erano legate ad una visione alternativa, ma piuttosto erano funzionali ad una tattica di logoramento finalizzata a dimostrare la propria importanza. Tuttavia, quando Confindustria ha fatto capire che la ricreazione era finita, anche i futuristi han decisamente cambiato registro, ed hanno accuratamente evitato che il DDL incontrasse inciampi fatali.

L’ubbidienza di FLI non deve certo sorprendere: Fini ha deciso di smarcarsi da Berlusconi perche’ le forze produttive ed economiche che nel 2008 avevano scommesso sul PdL, vista la malaparata, hanno deciso di aprire una linea di credito verso qualcuno che potesse sopravvivere al crollo del berlusconismo garantendo nel contempo una certa continuita’.

Cio’ che stupisce e’ invece la determinazione con cui il fronte a favore del DDL si e’ mosso: oltre al Ministro, che vede in questa mezza riforma l’unica speranza di rimanere a galla, e oltre alla gia’ citata Confindustria, si sono mossi anche alcuni potenti baroni (a mezzo servizio tra l’accademia e la politica), e anche buona parte della grande stampa ha assunto una posizione molto schierata.

Infatti il DDL e’ molto distante da quella riforma epocale di cui va vaneggiando il Ministro: le parti su merito e valutazione sono rimandate al futuro mentre, nell’immediato, cio’ che cambia e’ soprattutto la parte sulla governance che concentra il potere nelle mani degli ordinari marginalizzando le altre categorie (professori associati, ricercatori, precari), alla faccia della propaganda che parla di “lotta ai baroni”. Inoltre i CdA degli atenei dovranno obbligatoriamente prevedere l’ingresso di figure esterne: questi posti saranno occupati dai notabili della politica locale, che saranno gli unici in grado di far arrivare qualche finanziamento all’universita’.

La parte piu’ devastante riguarda pero’ le giovani generazioni. Oltre alla trasformazione delle borse di studio in prestiti d’onore (che riguarda gli studenti), anche il progetto di reclutamento implicito nel DDL chiude il sistema accademico a chi e’ fuori: i fondi per bandire posti di associato sono pensati unicamente in funzione delle promozioni interne.

E, al danno, si aggiunge la beffa. Maria Stella Gelmini, che si lamenta del proliferare degli atenei, si avvia a riconoscerne altri, dando la possibilita’ agli atenei telematici di entrare nella partita, alla pari di Bocconi o LUISS (dietro graziosa concessione del Ministro). Cio’ vuol dire non solo che questi accederanno ai finanziamenti statali, ma anche che il sistema universitario italiano nel suo complesso sara’ sempre piu’ screditato, visto che notoriamente gli atenei telematici sono di livello decisamente modesto.

Insomma: piu’ che una grande riforma, una grande illusione.

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: