Il vello d’oro

Come si puo’ intuire dal titolo, questo post tratta di miti e leggende. Ma non ci spingeremo troppo indietro nel tempo: infatti ci occuperemo della genesi di alcune leggende metropolitane. Il punto d’inizio della nostra storia e’ una lettera pubblicata sulla rubrica Italians di Beppe Severgnini: si tratta di una lettera come tante altre, che ripropone i soliti cliché sull’universita’. In particolare nella lettera si fa riferimento a presunte ricerche inutili; scrive infatti l’autore della lettera:

Poi, ho letto e sentito leggere in televisione gli argomenti della ricerca scientifica, per la quale vengono spesi milioni di euro (mi pare si chiamino PRIN): certi titoli sono davvero sorprendenti (ricordo qualcosa come “strumenti molecolari per la valutazione del benessere nel cavallo”).

Quello delle “ricerche inutili” e’ stato uno dei leitmotiv della campagna di delegittimazione dell’universita’: nell’autunno 2008 sui giornali ed in TV si parlava anche di altre ricerche che sembravano altrettanto bizzarre, come quella quella titolata “Approccio multidisciplinare alla conservazione dell’Asino dell’Amiata”. Girava addirittura una lista di queste “ricerche inutili”; in effetti non e’ difficile scovare la fonte originale: si tratta della (prima) lista degli sprechi accertati che si trova sul sito GovernoBerlusconi.it.

A questo punto sorge una domanda: queste informazioni sono vere o si tratta di propaganda politica? In realta’ la risposta giusta e’: queste informazioni sono vere e si tratta di propaganda politica. Vediamo perche’.

Andiamo con ordine. Prima di tutto bisogna chiarire la sigla PRIN, che compare nelle lettera pubblicata da Italians: PRIN e’ l’acronimo di Progetti di Interesse Nazionale, ovvero il programma di finanziamento alla ricerca del Ministero dell’Universita’ e della Ricerca (MIUR), il quale ogni anno (o quasi ogni anno ;) emana un bando per ripartire il finanziamento disponibile tra i vari progetti ritenuti validi.

E’ bene chiarire il meccanismo alla base di questa ripartizione. Ciascun gruppo di ricerca presenta il progetto sul quale intende lavorare nel biennio successivo; il Ministro nomina un panel di scienziati che viene ufficialmente investito della responsabilita’ della valutazione, gli scienziati che compongono il panel , a loro volta, si avvalgono della collaborazione di esperti del settore di loro fiducia (referee) ai quali affidano il compito di redigere un rapporto dettagliato su questo o quel progetto di ricerca; questi rapporti valutano non solo la coerenza del progetto, ma anche risultati ed esiti finali di precedenti progetti del medesimo gruppo. Alla fine i progetti di ricerca che hanno ottenuto i punteggi piu’ alti vengono finanziati (in toto o in parte).

E, in effetti, i progetti di ricerca che vengono ridicolizzati da GovernoBerlusconi.it non sono poi cosi’ assurdi, per lo meno se ci si prende la briga di leggere la loro descrizione completa disponibile pubblicamente sul portale dei PRIN: si potra’ verificare che le descrizioni che compaiono sul sito GovernoBerlusconi.it sono ritagliate ad arte, mentre dalla descrizione completa emerge che questi progetti non sono poi cosi’ strampalati. Ad ogni modo il giudizio finale non puo’ che essere affidato ad un esperto; il quale formula delle considerazioni che entrano nel merito, e non si fermano al titolo.

L’idea di ridicolizzare la ricerca scientifica (per tagliarle i fondi) non e’ ne’ nuova, ne’ originale. Infatti di un’iniziativa del tutto analoga parla il divertente (ed istruttivo) resoconto del Prof. Richard P. Atkinson (segnalatoci da S.N. Shore: thanks!).

Atkinson, che ha studiato a fondo le problematiche legate alla valutazione della ricerca ed ha fatto parte della dirigenza della National Science Foundation (NSF, l’ente statale che eroga i finanziamenti alla ricerca negli USA), racconta di un’iniziativa (promossa dal senatore W. Proxmire) contro gli sprechi di denaro pubblico, chiamata The Golden Fleece Award, la quale fini’ per colpire proprio uno dei progetti di ricerca finanziati dalla NSF.

La ridicolizzazione dei progetti di ricerca divenne da allora un genere estremamente popolare, tanto che, come riporta Atkinson, alcuni giornali ci si dedicarono sistematicamente: il National Enquirer aveva perfino messo in palio una taglia di 500$ per i giornalisti free-lance che avessero scovato un caso particolarmente gustoso. Questa attivita’ ebbe un impatto notevole, tanto da indurre la NSF a controllare i titoli dei progetti di ricerca che venivano finanziati, eventualmente chiedendo di ri-editarli nel caso (per la verita’, non frequente) che potessero prestare il fianco a facili attacchi.

Nature riporta la notizia che recentemente (agosto 2010) i senatori J. McCain e T. Coburn hanno lanciato iniziativa molto simile, chiamata Summertime Blues, volta a contestare gli incentivi alla ricerca dell’amministrazione Obama.
Quindi e’ evidente che l’iniziativa di GovernoBerlusconi.it e’, a tutti gli effetti, solamente la brutta copia di un filone iniziato e sviluppato negli USA.

Perche’ brutta copia? per almeno due ottimi motivi:

  • negli USA l’attacco viene usato per contrastare delle scelte politiche: l’idea e’ che “loro fanno cosi’, ma noi vi proponiamo qualcosa di diverso”. Ma molti dei progetti segnalati da GovernoBerlusconi.it si riferiscono a PRIN ripetutamente finanziati quando al Ministero siedeva Letizia Moratti (ancora Governo Berlusconi!): si veda per esempio le date di finanziamento del progetto Performance atletica, stress e fatica nel Cavallo. Ma allora, a che gioco giochiamo?
  • negli USA questi attacchi (superficiali o strumentali) alla ricerca sono solo i figli degeneri ad una piu’ generale (e, per molti versi, anche sana) abitudine alla contestazione degli sprechi; la situazione in Italia e’ profondamente diversa, basti pensare alla privatizzazione di Alitalia, alla questione delle quote latte, e a tutte le varie altre ruberie che fan si’ che l’Italia sia uno dei paesi con la pressione fiscale piu’ alta.

Qual’e’ la morale della favola (o della leggenda)? Che forse l’iniziativa della “Golden Fleece Award” dovrebbe essere importata nella sua versione originale: mettiamoci davvero a dare la caccia a sprechi e ruberie! Quelli veri, pero’.

5 risposte a Il vello d’oro

  1. […] di ricerca che la propaganda governativa ha additato come sprechi. In realtà si tratta di una mistificazione: questi progetti sono stati finanziati dal MIUR in seguito a procedura di valutazione effettuata da […]

  2. […] Liquidare questa campagna unicamente come una congiura orchestrata dal Governo sarebbe pero’ un errore: in diverse occasioni questi argomenti sono stati utilizzati anche dalla cosiddetta grande stampa (Corriere, Repubblica, etc.) per accreditare l’idea che la riforma Gelmini (o qualcosa di molto simile) fosse ineluttabile. Fustigare l’universita’ e’ diventato un vero sport nazionale, al quale ha partecipato pure l’ex responsabile cultura del PD, riciclando acriticamente la piu’ bieca propaganda antiscientifica del governo. […]

  3. […] (a parte una recentissima articolessa sul Giornale): si ridicolizzano alcuni progetti di ricerca ironizzando sul titolo. Ma l’unica cosa ridicola e’ che il Ministro Gelmini contesti il finanziamento di […]

  4. […] (a parte una recentissima articolessa sul Giornale): si ridicolizzano alcuni progetti di ricerca ironizzando sul titolo. Ma l’unica cosa ridicola è che il Ministro Gelmini possa contestare il finanziamento di […]

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