Il raggio verde

Una delle prime reazioni, arrivate a caldo, dopo lo slittamento della riforma dell’universita’ a causa della mancata copertura economica e’ stata -a sorpresa- quella di Umberto Bossi, che ha dichiarato
«Meglio destinare soldi alla ricerca che alle bombe»
ribadendo poi che «alla fine i soldi si troveranno».

Visto che la Lega non si e’ mai preoccupata piu’ di tanto dell’universita’ (e tantomeno della riforma) la cosa e’ davvero molto bizzarra e vale forse la pena indagare oltre. Se perfino la Lega ha capito l’importanza della ricerca, forse c’e’ ancora un barlume di speranza? Probabilmente questa e’ un’aspettativa eccessivamente ottimistica: vediamo perche’.

La prima spiegazione che viene in mente e’ che la Lega voglia evitare pericolose tensioni tra i ministri perche’ nemmeno lei desidera davvero andare ad elezioni a breve (pur evocandole un giorno si’ ed uno no): del resto proprio la Lega ha numerosi parlamentari alla prima legislatura, che perderebbero la ricca pensione se si tornasse ora a votare. Ma forse c’e’ un’altra chiave di lettura, piu’ convincente: la Lega e’ gia’ riuscita a spillare soldi per pagare le multe per lo sforamento delle quote latte da parte degli allevatori padani e sarebbe estremamente imbarazzante se venisse fuori che ora non ci sono soldi per finanziare adeguatamente l’universita’.

E qui il discorso ritorna ai gravi dissidi all’interno di una compagine governativa sempre piu’ rissosa: Valditara contro Bossi, Bossi contro LaRussa, Tremonti contro tutti … Questa situazione di litigi continui e campagna elettorale permanente rende molto improbabile che venga approvata una riforma coraggiosa. Anzi, a questo punto la cosa piu’ probabile e’ che avremo l’ennesima riforma incompiuta: nel caso di elezioni a primavera 2011 la riforma rimarrebbe in gran parte lettera morta (anche se venisse approvata prima della fine dell’anno, per essere operativa mancherebbero ancora numerosi regolamenti e decreti). Una riforma che quindi contribuirebbe a complicare un corpus normativo gia’ ora disordinato ed intricato.

Insomma, nel crepuscolo dell’universita’ non si vede alcun raggio verde.

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