Look Back in Anger

La crisi economica che ha “improvvisamente” colpito l’Italia non risparmiera’ l’Universita’. Anche se, per la verita’, l’entita’ dei nuovi tagli e’ modesta: per l’Universita’ la manovra “lacrime e sangue” e’ iniziata con grande anticipo, gia’ nel 2008. Ma andiamo con ordine.

A dispetto delle promesse pre-elettorali, la sforbiciata sugli enti inutili non abolira’ le province (e nemmeno le razionalizzera’: sopravviveranno perfino le tre province regalateci dal precedente Governo Berlusconi nel 2004: Barletta – Andria – Trani, Fermo, Monza e Brianza). In compenso nell’elenco degli enti inutili compaiono, secondo il Sole24ore, diversi enti scientifici tra i quali: Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF), Istituto Nazionale di Alta Matematica (INDAM), ISAE, Stazione Zoologica “A. Dohrn”, etc. Ovviamente nella maggior parte dei casi non si tratta di eliminazione ma semplicemente di accorpamenti amministrativi. Non mancano alcune bizzarre coincidenze: come fanno osservare alcuni commenti sul blog Oggiscienza alcuni di questi istituti erano stati creati proprio dal precedente Governo Berlusconi, scorporandoli dal CNR. Insomma: queste sembrano solo alchimie burocratiche che produrranno piu’ confusione che effettivi risparmi.

Se questi tagli agli “enti inutili” sono un’operazione di pura immagine, sono altre le misure che colpiscono duramente chi lavora nell’Universita’, specialmente tra i piu’ giovani. Il motivo e’ presto detto: gli scatti stipendiali (automatici) hanno un peso decisivo sulla formazione dello stipendio dei docenti universitari. Uno stipendio piuttosto basso all’ingresso (con un netto mensile di poco meno di 1.300 euro per un ricercatore di prima nomina) e’ compensato dalla progressione salariale. E’ quindi chiaro che il fatto che gli stipendi rimangano bloccati fino al 2013 ai livelli del 2009 falcidia le retribuzioni dei giovani, deprimendo le prospettive di tutti coloro che sono ai primissimi stadi della carriera.

Per non parlare delle prospettive dei giovani ricercatori che ancora non hanno un contratto a tempo determinato: la spada di Damocle del blocco del turnover rende i loro progetti, se possibile, piu’ precari che mai (a meno che non abbiano “scelto” di emigrare).

E la riforma dell’Universita’? Difficile guardare indietro senza essere un po’ arrabbiati: il MIUR si e’ dimostrato incapace anche solo di varare un’agenzia di valutazione della ricerca (evidentemente erano altri i provvedimenti considerati prioritari, tipo la stretta sulle intercettazioni telefoniche, che ha monopolizzato l’attivita’ delle camere per mesi).

Cosi’ la crisi (di cui ora, con comprensibile imbarazzo, si ammette la portata) rischia di produrre danni gravissimi al funzionamento dell’universita’: e’ evidente che, ancora una volta, i tagli saranno generalizzati ed indiscriminati. Ma non colpiranno a casaccio: come al solito, graveranno prevalentemente su coloro che sono meno tutelati. Scommetiamo?

Non a caso sono proprio i “giovani arrabbiati” a seguire con maggior passione il lento iter della riforma, mentre tra gli “strutturati” serpeggia la disillusione (la “meritocrazia” e’ sempre lontana all’orizzonte, mentre i tagli conducono gli atenei al collasso) e la tentazione di limitarsi a ridurre il danno. Danno piu’ che certo: una istituzione che espelle i giovani e’ destinata a morire ammuffita.

Post Scriptum (29giu2010):
In questi giorni sono apparsi alcuni articoli riguardo ai temi trattati qui sopra:

Il puzzle dei nuovi atenei cerca ancora molte tessere
Nelle università più tagli agli stipendi dei giovani docenti
I risparmi non devono «bruciare» la riforma

solo per citarne alcuni. Purtroppo pero’ queste notizie hanno un impatto minimo rispetto ai grandi drammi nazionali: l’eliminazione degli azzurri ai mondiali di calcio e la prematura scomparsa dell’attore Pietro Taricone.

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: