Caos calmo

caoscalmo1 Se, leggendo i giornali, tentassimo di trovare notizie concrete sul percorso dell’agognata riforma universitaria, la nostra ricerca sarebbe abbastanza frustrante: al di là delle solite dichiarazioni di principio e delle promesse di seconda mano, di concreto c’è ben poco, e quel poco non è nemeno particolarmente buono (si veda -per esempio- il post precedente).

Se invece rovistiamo in rete, su blog e MailingLists, il risultato è opposto: negli ultimi mesi son girati così tanti documenti (più o meno ufficiali) da rendere la situazione piuttosto confusa.

Una delle bozze più recenti che è circolata in rete è quella del Disegno di legge quadro in materia di organizzazione del sistema universitario, delega al Governo per il riordino del reclutamento e della progressione di carriera dei professori e dei ricercatori universitari e in materia di diritto allo studio e misure per la valorizzazione e valutazione dell’attività didattica e scientifica. Al di là del titolo decisamente scostante (un po’ alla Wertmüller), questa bozza contiene degli spunti interessanti, ma anche punti che faranno discutere.

Nonostante su alcune questioni abbondino i dettagli, non si intravede ancora un chiaro indirizzo su un punto assolutamente fondamentale, ovvero i meccanismi che dovrebbero premiare i Dipartimenti virtuosi e ridimensionare il finanziamento di quelli “improduttivi”. Invece, a proposito del lavoro sul delicato punto della valutazione (che e’ la premessa indispensabile per poter parlare di meritocrazia), segnaliamo che circola una bozza: meglio che niente.

Tuttavia, in entrambi i casi, si tratta di documenti provvisori che potrebbero venir facilmente cambiati o addirittura svuotati. In particolare sul percorso del DDL di riforma incombono due opposte minacce: da un lato c’e’ il rischio che la difficolta’ di trovare un accordo su questioni spinose come la governance blocchi tutto per anni (recentemente il ministero si e’ dimostrato incapace di venir a capo di questioni pratiche ben piu’ banali); dall’altro il Governo potrebbe essere tentato di approvare una legge delega, ovvero una scatola vuota da riempire in futuro.

Sembra che l’8 maggio si dovrebbe tenere un Consiglio dei Ministri dedicato alla riforma: in quell’occasione il Governo scoprira’ le carte. Allora -forse- la situazione sara’ un po’ piu’ chiara (anche se -probabilmente- meno tranquilla).

6 risposte a Caos calmo

  1. unimediapisa scrive:

    Post Scriptum.
    Come gia’ anticipato da diverse fonti, sembra che il Governo abbia rimandato di una settimana la presentazione del DDL in questione.

    Altre fonti affermano che Schiesaro (il tecnico incaricato dal Ministro della stesura del DDL) abbia disconosciuto il testo in circolazione, che sarebbe quindi solo l’ennesimo ballon d’essai.

    Insomma, per capirci qualcosa sara’ necessaria un po’ di pazienza (un bel po’ – se tanto mi da’ tanto :-)

  2. insorgere scrive:

    http://www.gopetition.com/online/27948.html

    firmate la petizione linkata sopra e fate circolare.

  3. claudio procesi scrive:

    non so se faccio parte di quei vecchi baroni che vogliono lasciare tutto invariato, ma provate a fare la vostra proposta a Harvard, Princeton o MIT e vedrete quali risposte riceverete. L’illusione italiana che la burocrazia possa rimpiazzare la scienza non tramonta mai. I punteggi vanno forse bene per bloccare le porcherie piu` gravi ma non servono proprio per selezionare l’eccellenza. L’eccellenza si forma solo con una forte competizione e poi premiando i centri di eccellenza e quelli che li guidano. Certo che poi se l’eccellenza viene decisa dalla politica allora andiamo male.

  4. ccarminat scrive:

    Penso che i punteggi potrebbero aver senso, ma solo come norma transitoria (ovvero come male minore).

    Anzi, nella situazione italiana si potrebbe prevedere un doppio canale: i Dipartimenti virtuosi (dove la virtu’ va intesa in senso scientifico – e non contabile) dovrebbero poter reclutare in maniera autonoma (come avviene nei paesi pu’ avanzati), mentre i dipartimenti che non soddisfano standard accettabili sarebbero obbligati a sottostare a regole piu’ burocratiche come i punteggi (capaci almeno di garantire una soglia -minima!- di decenza).

    Ovviamente tutto cio’ e’ una questione di lana caprina, almeno fin tanto che non si affronta seriamente il nodo della valutazione (indispensabile anche per stabilire i ‘punteggi’), che e’ davvero il punto nevralgico di tutta faccenda.

    Dubito che cio’ avvenga in tempi brevi. A quanto pare l’universita’ e’ in balia delle paturnie del Ministro, del sonno profondo dei suoi burocrati, delle scappatelle del Presidente del Consiglio e, in generale, dei desiderata della classe politica piu’ sgarrupata d’Europa (sembra che di riforma non se ne debba parlare almeno fino alle elezioni Europee, poi si vedra’).

  5. firmatario scrive:

    L’idea dei punteggi numerici al posto dei fumosi giudizi a cui siamo stati abituati finora è assolutamente necessaria nella situazione di emergenza che vive l’università italiana ormai da tanti anni.
    Ogni paragone col Mit, Harvard, ecc. è improprio, se non per il fatto che tra i firmatari vi sono molti giovani ricercatori italiani costretti che lavorano al Mit, ad Harvard, ecc. e che in Italia non hanno trovato spazio proprio per le nostre assurde regole concorsuali.
    La proposta non può che avere carattere provvisorio e non si prefigge l’obiettivo di premiare l’eccellenza … ma di mettere i bastoni tra le ruote a coloro i quali (cito una incercettazione telefonica) “sono diventati degli artisti nello scrivere i giudizi per fregare i più bravi”. Riuscire ad evitare queste porcherie, per usare le parole di Procesi, sarebbe già un grande successo.

  6. easy-prestito scrive:

    mah un’altra riforma……..

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