Aspettando Godot

godot1Ormai non è più una novità: è uscito il 27 marzo il decreto che disciplina la formazione delle commissioni per il reclutamento dei posti già banditi nel 2008.

Questo decreto era stato annunciato a novembre 2008 quando il Ministro Gelmini aveva deciso di bloccare in extremis la tornata elettorale. Le motivazioni erano, in apparenza, sensate: l’obiettivo era quello di scompaginare i piani di chi tentava di predeterminare l’esito dei concorsi facendo eleggere commissioni addomesticate. A questo fine, già a novembre, si era parlato di introdurre un elemento aleatorio nella formazine delle commissioni.

E in effetti, rispetto alle anticipazioni di novembre, questo decreto non riserba sorprese, tranne -forse- quella di arrivare a ben quattro mesi di distanza.

Davvero questo decreto contribuirà -in maniera significativa- a rendere più trasparenti i concorsi? I candidati potranno sperare di esser giudicati per i loro meriti? I dubbi sono molti.

In effetti molte perplessità erano già state sollevate a novembre: le combine e gli scambi tra gruppi di potere saranno solo rimandati (a dopo il sorteggio) e i candidati possono comunque ritrovarsi di fronte a commissari di livello scientifico infimo. Infatti non esiste alcuna soglia al livello scientifico dei commissari e, come faceva notare un articolo di Davide Cecchi, le regole con cui vengono eletti i componenti delle liste dei commissari da sorteggiare, fan sì che chiunque lo desideri abia ottime probabilità di entrare in lista, magari anche con un solo voto (il proprio). Anzi, un problema che potrebbe porsi è -paradossalmente- un altro: ovvero che gli eletti per far prte della commissione non siano in numero sufficiente. In tal caso si andrebbe ad elezioni supplettive (si veda l’articolo 4 del decreto).

Quindi avremo un meccanismo di formazione delle commissioni che produrrà (più o meno) gli stessi risultati di un sorteggio puro, ma che, rispetto a quest’ultimo, risulta infinitamente più complicato e dispendioso (se non altro in termini di tempo).

Inoltre, per altri versi, si fa un altro passo indietro. Infatti è risaputo che uno dei motivi per cui il sistema universitario USA eccelle è il fatto di legare i finanziamenti alle scelte fatte: chi recluta ricercatori in gamba sarà premiato, chi sbaglia (anche in buona fede) vedrà ridursi i finanziamenti. Per far vincere il migliore non servono quindi regole cervellotiche. Invece il nuovo farraginoso meccanismo individuato dal Ministero sembra andare in direzione diametralmente opposta: i commissari, scelti a caso, sono di fatto totalmente deresponsabilizzati e, soprattutto, non hanno particolare interesse a far vincere il migliore (le conseguenze delle loro scelte sulla loro carriera o sulle sorti del Dipartimento di riferimento sono nulle).

Qual’è stato quindi l’effetto di tutto questo trambusto? Se i vantaggi in termini di trasparenza sono piuttosto opinabili, una cosa è certa: il tempo perso.

Post scriptum: successivamente alla pubblicazione di questo post, sono usciti alcuni articoli a proposito dello stallo dei concorsi che sembrano pertinenti:
2009.05.14-Sole24Ore: Atenei, concorsi difficili in aree con meno docenti;
2009.05.16-Sole24Ore: Ricercatori, concorsi al palo;

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