Cabaret

AX930714Questo non è un post troppo serio. Infatti, in mancanza di notizie concrete riguardanti la riforma, ripieghiamo sulle recenti dichiarazioni del Ministro Brunetta.

Nonostante abbiano ben poca sostanza, queste dichiarazioni sono state amplificate dai media in maniera sproporzionata. Vorremmo resistere però alla tentazione di derubricare la vicenda come numero di avanspettacolo: leggendo tra le righe si possono cogliere sfumature interessanti.

Il ministro in un primo tempo avrebbe definito gli studenti dell’Onda, indistintamente, guerriglieri, salvo poi -poco dopo- correggersi parzialmente, definendoli ragazzotti in cerca di sensazioni forti. In realtà le due dichiarazioni, dal punto di vista della comunicazione, hanno interferenza costruttiva e l’apparente correzione di rotta sembra quasi un artificio retorico per amplificarne il clamore mediatico.

Rappresentare un movimento estremamente composito come l’Onda riconducendolo alla voglia di protagonismo di pochi studenti faziosi è un trucco ben collaudato e funzionale a ridurre la protesta ad un mero problema di ordine publico. In qualche modo il Ministro cerca di scegliersi gli inerlocutori offrendo loro il palco mediatico, chiamandoli addiritura “guerriglieri”. E avvertendo implicitamente gli altri che questo sarà il piano del confronto.

Le dichiarazioni successive sono rivolte direttamente ai guerriglieri che vengono sbeffeggiati, quasi si cercasse di provocare una loro reazione. Di nuovo la strategia è duplice: da un lato si accresce la tensione per togliere qualsivoglia visibilità (e margine di manovra) a chi tenti di protestare sulla base dei contenuti, dall’altro, occultata la parte pensante della protesta, si cerca di far passare tutti i contestatori come “quattro gatti” casinisti che non han niente di meglio da fare.

Come numero d’avanspettacolo, non c’è male. Il problema è ciò che si prepara realmente, mentre l’attenzione è monopolizzata da questa rappresentazione semiseria.

Una risposta a Cabaret

  1. E’ vero che quello a cui stiamo assistendo sembra avanspettacolo (nemmeno un gran numero, a mio parere!), ma quanti se ne rendono conto?! Ho l’impressione che questo recital patinato bombardato per le televisioni, di Stato e non, abbia la mera funzione di volersi sovrapporre alla realtà e talvolta, purtroppo, sembra riuscirci…
    Ciao, M. Grazia

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