Due o tre cose che so di lei

2ou3chosesPer una volta al centro dell’attenzione non ci sara’ l’universita’ ma, piuttosto, l’informazione. O meglio: il variegato mondo dei media, sia quelli tradizionali (da tempo in crisi – ora anche sul versante economico) sia quelli nuovi, che corrono sul web.

Negli ultimi sei mesi abbiamo osservato le notizie riguardanti il mondo accademico con un duplice scopo: seguire i cambiamenti della “politica universitaria” ma anche cercare di comprendere meglio il mondo dei media. Confrontare le informazioni di prima mano con quelle filtrate dall’occhio (spesso deformante) dei mass media e’ un esercizio utile per imparare a documentarsi in maniera più consapevole. I media, anche quando si mostrano infedeli, sono insostituibili: l’importante è saper far la tara alle notizie fornite.

Spesso è più interessante capire il lato patologico dei meccanismi mediatici piuttosto che, semplicemente, correggere questa o quella informazione mistificata. Del resto l’abilità di “decifrare” le notizie è tanto più importante quanto più si moltiplicano le fonti. Ma andiamo con ordine.

L’effetto di una notizia varia in maniera notevole a seconda di come la stessa viene data; contano in maniera considerevole anche l’intensità, l’inquadramento nel giusto contesto ed i collegamenti con altre notizie pertinenti. Ma forse il trucco piu’ gettonato si basa sulla scelta dei particolari, che vengono rivelati o taciuti a seconda della sensibilita’ dell’autore.

E, ovviamente, c’e’ anche un effetto dovuto alla moda del momento, per cui una notizia e’ tanto piu’ interessante se si inserisce in un filone che va per la maggiore: in una certa misura l’informazione si autoalimenta. Cio’ ha effetti curiosi: per esempio, quando a fine settembre e’ partito questo blog, l’universita’ non era oggetto di particoari attenzioni, ma poi, improvvisamente, è stata investita da un’ondata mediatica. Da un lato c’era il filone alimentato dal libro di Roberto Perotti (anzi, dai primi tre capitoli del libro, visto che i contenuti più interessanti -esposti nei capitoli sccessivi- sono rimasti sconosciuti al grande pubblico) dall’altro dilagava la protesta studentesca (e non solo). Poi, in maniera quasi repentina, i riflettori si sono spenti, la protesta si è apparentemente calmata e le notizie riguardo alla riforma dell’università -ancora tutta da scrivere- si sono diradate, fin quasi a scomparire. Adesso, come all’inizio della fase di osservazione, le notizie su questo tema bisogna andarle a sovare nelle pagine interne dei giornali, nelle lettere (e nelle lettere di rettifica, che son sempre una miniera) o, più semplicemente, sui blog o su siti di notizie on-line.

Proprio queste ultime fonti si sono rivelate spesso molto preziose per inquadrare correttamente le notizie che passano sui media tradizionali: l’informazione on-line (quando è ben fatta) ha il pregio di mettere a disposizione del lettore l’accesso diretto alle fonti, siano essi dati, statistiche, analisi o lanci di agenzia. Nel caso dei temi a cui ci siamo interessati, dati e statistiche erano talvolta ingannevoli, pertanto ancora più prezioso del dato numerico poteva risultare la lettura di un “esperto” o anche -semplicemente- di un lettore puntiglioso
(si veda -per esempio- questo articolo pubblicato su nFA).

L’informazione on-line ha cambiato quella tradizionale: ormai i giornali cartacei stampano sommarietti simili all’elenco delle notizie della versione online e la velocità guadagna terreno a scapito della precisione: persino giornalisti molto meticolosi finiscono per prendere cantonate imbarazzanti (si legga per esempio La leggenda dello studente unico).

Per concludere, forse, possiamo brevemente dire qualche parola sull’esperienza di questi sei mesi con unimediapisa. L’idea di base era quella di fare una specie aggregatore di notizie, dove poter commentare (o rettificare) le informazioni disponibile al grande pubblico; pian piano l’oggetto la nostra attenzione e’ scivolata dal dato reale (la situazione dell’universita’) alla sua descrizione. E’ forse piu’ affascinante cercare di capire come le notizie vengono confezionate, ed e’ divertente provare a scomporle e ricomporle, come con un TANGRAM, in modo da ottenere effetti diversi utilizzando sostanzialmente sempre gli stessi pezzi. In sintesi: da aggregatore a disgregatore.

A volte il fatto di riuscire a trovare nuovi punti di vista su notizie di pubblico dominio è intrinseco alla natura di “blog lento” di unimediapisa: la medesima notizia, letta (o riletta) a distanza di un lasso di tempo più o meno lungo, può stimolare riflessioni interessanti o collegamenti inaspettati. Questo è il motivo per cui è utile conservare nota degli articoli più interessanti: anche se la prima lettura è veloce e superficiale spesso la rilettura, a distanza di tempo, risulta piuttosto stimolante. Questo è la funzione della pagina titolata (con abuso di notazione) Rassegna stampa.

Inizialmente, quasi per caso, i titoli dei primi ‘post’ sono stati presi in prestito da libri o film. Ripensandoci, la cosa e’ sembrata naturale: da un lato ogni titolo e’ intrinsecamente congegnato (dall’autore, in origine) per attrarre l’attenzione, dall’altro il fatto che ad un dato titolo corrisponda ormai ad un pezzo dell’immaginario collettivo amplifica il potere evocativo del titolo (o lo riempie di significati nuovi, come nel caso del Gattopardo). E cosi’ e’ continuato il gioco (un po’ maniacale :-) del saccheggio di letteratura e filmografia, tanto che alcuni articoli non son mai stati scritti, semplicemente perche’ “mancava il titolo”. Ovviamente alcune accoppiate sono poco riuscite, altre, invece, funzionano decntemente: talvolta per associazione, altre per contrapposizione.

Alla fine, le immagini. Qui la scelta e’ istintiva, per cui puo’ capitare che un titolo di un film di Fellini sia accoppiato al fotogramma di un altro film (casualmente di Fellini) che non c’entra quasi nulla. Ma in fondo l’operazione e’ solo una variante del gioco di scomporre (e ricomporre in maniera arbitraria) di cui dicevamo poc’anzi.
E questo e’ – piu’ o meno – tutto.

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