E la nave va

amarcordrex
Questo post è un (doveroso) aggiornamento del precedente, riguardante il prepensionamento coatto dei dipendenti che abbiano pagato 40 anni di contributi. In effetti è successo che, a seguito di forti proteste (specialmente da parte dei ricercatori, la categoria più penalizzata) è stata elminato l’aspetto più demenziale (e giuridicamente controverso) di questa norma: potranno essere prepensionati solo i dipendenti con almeno 40 anni di servizio effettivo.
In tal modo la norma viene d fatto “svuotata”, visto che diminuisce drasticamente il numero di lavoratori che possono essere prepensionati. Nel caso dei ricercatori, ciò equivale in pratica ad un azzeramento della norma, anche se in teoria si continua a fare differenze all’interno del corpo docente, affermando implicitamente che i ricercatori non ne fanno parte.

Se da un lato questa è un’ottima notizia, visto che si scongiura il pericolo di dare l’ennesimo colpo al sistema pensionistico, dall’altro diminuiscono draticamente gli strumenti a disposizione degli atenei per riuscire a far quadrare i bilanci. In molte università la quota del Fondo di Finanziamento Ordinario (FFO) che viene impiegato per gli stipendi del personale è pericolosamente vicina alla fatidica soglia del 90% e, visto che gli stipendi rappresentano una quota incomprimibile del bilancio, con i tagli di previsti nei prossimi anni molti atenei (se non quasi tutti) finiranno per superare questa soglia (incorrendo nel blocco delle assunzioni).

A farne le spese non saranno coloro che hanno responsabilità nella gestione dell’università (chi è di ruolo non rischia nulla). Rischiano invece di naufragare i progetti di quei giovani che speravano di intraprendere il lavoro di ricerca in Italia. L’università sembra quindi destinata a navigare a vista, in una situazione quantomai incerta, senza una rotta precisa ma con l’unico scopo di far quadrare i bilanci a fronte di finanziamenti sempre più esigui.

In assenza di misure correttive (che permettano agli atenei di rimettere in sesto i bilanci effettuando politiche virtuose – non solo sotto il profilo economico) il destino dell’università è quello di ritrovarsi, tra pochi anni, uguale a prima, solo un po’ più magra, sicuramente un po’ più vecchia.

Ultimora (2 marzo 2009): oggi la Stampa scrive che il Ministro della Funzione pubblica, Renato Brunetta, intenderebbe salvare versione originaria della norma (prepensionamento con 40 anni di contributi) con un decreto ad hoc. A quanto pare si permetterebbe alle amministrazioni che pre-pensionano un dipendente (con 40 anni di contributi) di affidargli un incarico sotto forma di collaborazione esterna. Cio’ equivale a continuare a mantenere il dipendente, semplicemente scaricando in parte il costo sull’INPS. Non sembra un capolavoro di trasparenza, ci ripromettiamo di riparlarne quando sapremo qualcosa di piu’ preciso.

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