Tempi moderni

dicembre 22, 2010

Forse e’ uno scherzo del destino: il DDL Gelmini, che negli scorsi anni e’ rimasto dimenticato per mesi e mesi in qualche cassetto nei palazzi del potere, oggi arriva in vista del traguardo proprio in un momento di frenesia istituzionale. Le vicissitudini politiche di una maggioranza senza idee per il futuro (o per il presente) hanno -paradossalmente- accelerato l’iter parlamentare in maniera delirante, riproducendo l’effetto che, in alcuni film comici, viene reso facendo correre i fotogrammi ad una velocita’ assurda.

L’apice di questa deriva demenziale e’ certamente lo show della vicepresidente del Senato. Ieri Rosy Mauro, cercando maldestramente di recuperare il ritardo Leggi il seguito di questo post »


La grande illusione

dicembre 2, 2010

La veloce (ed inutile?) corsa del DDL Gelmini alla camera (poi rimasta disoccupata) ha forse sorpreso molti. Tuttavia non dovrebbe stupire il fatto che la pattuglia futurista (che rappresentava l’ago della bilancia) sia sostanzialmente rientrata nei ranghi: la guerriglia e le imboscate delle ultime settimane non erano legate ad una visione alternativa, ma piuttosto erano funzionali ad una tattica di logoramento finalizzata a dimostrare la propria importanza. Tuttavia, quando Confindustria ha fatto capire che la ricreazione era finita, anche i futuristi han decisamente cambiato registro, ed hanno accuratamente evitato che il DDL incontrasse inciampi fatali. Leggi il seguito di questo post »


Idiocracy

novembre 24, 2010

Uno dei punti dolenti delle politiche Governative sull’università è certamente il capitolo riguardante il diritto allo studio (si veda, per esempio, qui e qua).
Da un lato ci sono i tagli previsti dalla finanziaria, che hanno ridotto drasticamente i fondi destinati alle borse.
Dall’altro ci sono i provvedimenti contenuti nel DDL Gelmini, che prevedono la totale estinzione delle borse di studio che verrebbero rimpiazzate dal cosiddetto “prestito d’onore“. E, come se non bastasse, il Governo s’è rimangiato la promessa di esentare dal rimborso del prestito gli studenti che si siano laureati col massimo dei voti. Ma questa non è l’unica assurdità della riforma low-cost che introduce la ‘meritocrazia’ (modello Gelmini).

Andiamo con ordine. Poco piu’ di un mese fa lo stesso Sole24Ore trattava “Gli ostacoli italiani al prestito d’onore“: che possono essere riassunti in due punti

  1. si deve cominciare a restituire il prestito immediatamente dopo la fine degli studi (indipendentemente dall’avere o meno un lavoro remunerato decentemente);
  2. la scarsa propensione degli italiani ad investire nella formazione;

In realta’ il problema di fondo e’ un altro, e potrebbe essere rappresentato con un’immagine… Leggi il seguito di questo post »


Il diavolo, probabilmente

novembre 15, 2010

In questi ultimi due anni abbiamo assistito ad un attacco generalizzato al mondo accademico, del quale viene spesso presentata un’immagine caricaturale (intendiamoci: le magagne non mancano, ma vedere solo quelle sarebbe non solo ingeneroso ma anche sbagliato).
La matrice di questi attacchi va probabilmente ricercata nell’entourage del Ministro: il sito GovernoBerlusconi.it ha presentato un’analisi capziosa della situazione dell’universita’ al fine di giustificare provvedimenti molto discutibili. Ovviamente questi attacchi non sono limitati alla rete: nel periodo piu’ intenso (autunno 2008) hanno raggiunto il grande pubblico tramite la TV ed i giornali e, ancora oggi, continuano ad essere ancora presenti su tutta la stampa (perfino su quella che si rivolge ad un pubblico istruito).

Liquidare questa campagna unicamente come una congiura Leggi il seguito di questo post »


Pizza Connection

novembre 11, 2010

Uno dei cavalli di battaglia dei think tank che sostengono il DDL Gelmini  (e i tagli di Tremonti) e’ rappresentato dai non brillanti piazzamenti dei nostri atenei nelle classifiche internazionali piu’ autorevoli, come la classifica della Jiao Tong University, quella stilata da Times Higher Education (THE), ect.

Tralasciamo la questione -importante!- di quale sia il significato di queste classifiche (ci limitiamo a segnalare questo approfondimento); ritorniamo invece su un’anomalia Leggi il seguito di questo post »


Il vello d’oro

ottobre 22, 2010

Come si puo’ intuire dal titolo, questo post tratta di miti e leggende. Ma non ci spingeremo troppo indietro nel tempo: infatti ci occuperemo della genesi di alcune leggende metropolitane. Il punto d’inizio della nostra storia e’ una lettera pubblicata sulla rubrica Italians di Beppe Severgnini: si tratta di una lettera come tante altre, che ripropone i soliti cliché sull’universita’. In particolare nella lettera si fa riferimento a presunte ricerche inutili; scrive infatti l’autore della lettera:

Poi, ho letto e sentito leggere in televisione gli argomenti della ricerca scientifica, per la quale vengono spesi milioni di euro (mi pare si chiamino PRIN): certi titoli sono davvero sorprendenti (ricordo qualcosa come “strumenti molecolari per la valutazione del benessere nel cavallo”).

Quello delle “ricerche inutili” e’ stato uno dei leitmotiv della campagna di delegittimazione dell’universita’: nell’autunno 2008 sui giornali ed in TV si parlava anche di altre ricerche che sembravano altrettanto bizzarre, come quella quella titolata “Approccio multidisciplinare alla conservazione dell’Asino dell’Amiata”. Girava addirittura una lista di queste “ricerche inutili”; in effetti non e’ difficile scovare la fonte originale: si tratta della (prima) lista degli sprechi accertati che si trova sul sito GovernoBerlusconi.it.

A questo punto sorge una domanda: queste informazioni sono vere o si tratta di propaganda politica? In realta’ la risposta giusta e’: queste informazioni sono vere e si tratta di propaganda politica. Vediamo perche’.
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Il raggio verde

ottobre 19, 2010

Una delle prime reazioni, arrivate a caldo, dopo lo slittamento della riforma dell’universita’ a causa della mancata copertura economica e’ stata -a sorpresa- quella di Umberto Bossi, che ha dichiarato
«Meglio destinare soldi alla ricerca che alle bombe»
ribadendo poi che «alla fine i soldi si troveranno».

Visto che la Lega non si e’ mai preoccupata piu’ di tanto dell’universita’ (e tantomeno della riforma) la cosa e’ davvero molto bizzarra e vale forse la pena indagare oltre. Se perfino la Lega ha capito l’importanza della ricerca, forse c’e’ ancora un barlume di speranza? Probabilmente questa e’ un’aspettativa eccessivamente ottimistica: vediamo perche’.
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